“Bach incontra il Rock” Strumentisti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

12-prarostino-bach-incontra-il-rock-foto-ravizzaVerrebbe da chiedersi cosa sarebbe successo se J.S. Bach invece di avere accesso alle opere di A. Vivaldi, avesse potuto sentire qualche tema dei Queen o dei Beatles. Da questo interrogativo, che è quasi un gioco, nasce questo concerto. Alcuni dei temi più famosi della storia del rock del ‘900 sono stati rielaborati da Andrea Ravizza per quartetto d’archi secondo lo stile, la forma e le regole che venivano utilizzate durante il primo ‘700.

Alessandro MilaniViolino
Ula UlijonaViola
Massimo MacrìVioloncello
Gabriele CarpaniContrabbasso

12-prarostino-bach-incontra-il-rock-foto-bachLo studio del catalogo di J. S. Bach, nel quale “[…] i lavori di trascrizione sono numerosi e
costantemente distribuiti nel tempo, svela che questa attività non è né occasionale né
collaterale: è, al contrario, uno degli aspetti più caratteristici nei quali si manifesta la sua sete inesauribile di conoscere e assimilare ogni aspetto dell’arte e della scienza musicale.”1
Verrebbe da chiedersi cosa sarebbe successo se il Maestro di Eisenach, invece di avere
accesso alle opere di Antonio Vivaldi e Dietrich Buxtehude, avesse potuto sentire qualche tema dei Queen, dei Rolling Stones o addirittura di Frank Zappa.
Da questo interrogativo, che è quasi un gioco, nasce il concerto ‘Bach incontra il Rock’. Alcuni dei temi più famosi della storia del rock del ’900 sono stati rielaborati per quartetto d’archi secondo lo stile, la forma e le regole che venivano utilizzate durante il primo ’700. Il risultato è pirotecnico: un connubio tra memoria e invenzione in cui i temi musicali, affidati alle voci strumentali, s’inseguono, spariscono e riemergono inaspettatamente, immersi nello stile imitato tipico del barocco.
Il quartetto d’archi è molto particolare: violino, viola, violoncello e contrabbasso (invece della consueta formazione che consta di due violini, una viola e un violoncello), ed è formato dalle 4 prime parti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai: A lessandro Mi lani (I violino), Ula Ulijona (I viola), Massimo Macrì (I violoncello), Gabriele Carpani, (I contrabbasso).
I brani sono pensati per essere qualcosa di più di semplici trascrizioni. Grazie a un profondo lavoro sulla forma si declinano, a seconda del momento, in veri e propri concerti barocchi, fughe, suites o partite. Il tema di partenza talvolta è solo pretesto, talvolta parte integrante e strettamente formale (come nel caso delle fughe). Questo lavoro di arrangiamento e composizione è curato da Andrea Ravizza, che da molti anni collabora in qualità di arrangiatore e compositore con l’OSN Rai.