Suoni d’Autunno 2026

La Percezione dell’Ascolto: Oltre la Paura, Verso la Libertà e la Perfezione dell’Amore

Benvenuti a Suoni d’Autunno, la rassegna musicale che ci permette non solo di riempire il silenzio con i suoni, ma di compiere un viaggio interiore attraverso l’ascolto.

L’Ostacolo della Paura: l’Invito all’Ascolto

Esiste un legame profondo e misterioso tra la musica e la nostra vita interiore. Tuttavia, nel nostro cammino, l’ostacolo più grande per accoglierla fino in fondo è il timore di scoprirci vulnerabili: la paura sottile e radicata di vivere pienamente le nostre emozioni. Di fronte al dolore, alla gioia immensa o alla nostra stessa vulnerabilità, la prima reazione è quella di chiuderci per proteggerci. Eppure, la grande filosofia e l’arte di ogni tempo ci rivolgono da secoli un invito costante e coraggioso: «non abbiate paura, aprite le porte della vostra sensibilità». Questo invito non è solo una consolazione, è una chiave di liberazione. È l’esortazione a non temere l’intensità di ciò che proviamo, ricordandoci quel celebre principio antico secondo cui solo la ricerca della verità può renderci davvero liberi.
Nella musica, la verità coincide con la percezione pura. Se non siamo liberi dentro, se siamo condizionati dalle ansie o dalla fretta, perdiamo la capacità di leggere la realtà e, allo stesso modo, di comprendere l’arte. Diventiamo sordi al movimento di una singola nota, alla tensione di un singolo accordo.

La Verità del Riascolto: Tempo, Sfumature e Comprensione

Per liberarsi da questo condizionamento serve un atto di coraggio, ma serve anche il tempo. È qui che entra in gioco il concetto fondamentale del riascolto. Il primo ascolto ci stupisce, ma è solo attraverso una seconda e più profonda esperienza che impariamo a percepire davvero. Riascoltare significa dare una seconda opportunità, rallentare e accorgerci di ogni minima nuance che prima ci era sfuggita. In questo spazio di riflessione realizziamo la verità dell’opera e liberiamo noi stessi: solo quando accettiamo di spogliarci delle nostre rigidità e difese, diventiamo capaci di vincere i timori più profondi. Questo cammino esistenziale è racchiuso magnificamente nella storia delle registrazioni che Glenn Gould fece delle Variazioni Goldberg di Bach. Nella sua giovinezza, Gould affrontò Bach con una velocità straordinaria, dominata da una tecnica impeccabile, quasi a voler fuggire o dominare il tempo. Molti anni dopo, alla fine della sua vita, scelse di inciderle di nuovo. Questa seconda volta fu radicalmente diversa: i tempi erano molto più lenti, dilatati. Gould non cercava più la dimostrazione tecnica, ma il pathos, l’emozione pura, la verità nascosta dietro ogni singola nota. Aveva superato la paura; si era reso libero di percepire e di farci percepire l’infinito.

Verso la Perfezione: l’Assoluto e l’Infinito

Questa ricerca ci porta inevitabilmente a pensare a Michelangelo: il movimento incessante del suo martello sul marmo non era un semplice atto creativo, ma un’opera di liberazione. Scalpellando la pietra per togliere il superfluo, egli faceva emergere la figura che già viveva dentro il blocco, regalando al mondo, con la Pietà, una delle massime interpretazioni dell’assoluto, dell’infinito e della perfezione dell’Amore universale. È la stessa urgenza interiore raccolta da Rainer Maria Rilke, quando scriveva nelle sue pagine più intense che «solo il coraggio di affrontare l’indicibile e l’assoluto può ridefinire lo spazio del nostro destino».
Questo assoluto senza tempo trova un’eco perfetta anche nell’eredità poetica di Francesco Guccini, che ci ricorda come l’arte esige la forza di guardare oltre la fretta dei giorni. Il valore di un legame profondo, infatti, non appartiene al calcolo del tempo, ma alla percezione pura all’interno dell’opera. Accade come nell’amore assoluto, dove la perfezione si compie nell’istante esatto in cui tempo e spazio si annullano. In questo punto di totale sospensione, l’assoluto e l’infinito si rivelano una cosa sola: l’assoluto diventa quell’istante perfetto e libero da ogni legame, capace di farci toccare l’infinito.

Ogni concerto di questa rassegna è esattamente questo: uno spazio di pura armonia capace di regalarci un valore duraturo, abbandonando il timore di emozionarci. Lasciamo fuori le rigidità, liberiamoci dai condizionamenti del quotidiano, impariamo a riascoltare la musica e la nostra stessa esistenza, per ritrovare in ogni accordo e in ogni piccolo infinito condiviso la nostra verità.

Auguro a tutte e a tutti i presenti un buon ascolto.Presentazione

Ognuno di noi in certi momenti della vita ha avuto bisogno della musica. Non fa differenza che si tratti di una vecchia canzone riemersa inattesa nella nostra memoria, o del primo movimento di una sinfonia eseguito dal vivo da un’orchestra, oppure di note che ci raggiungono dall’autoradio, da una voce in un cortile, da un video su YouTube.

Protagonisti delle serate di questa Rassegna sono proprio i suoni musicali che fanno da cornice agli accadimenti della vita, a eventi e sensazioni, alla bellezza e alla sofferenza, al desiderio e alla sua assenza. Nelle serate della Rassegna, attraverso      suggestioni musicali ed  emozioni che i musicisti sapranno trasmettere, l’ascoltatore potrà  così ritrovare le melodie che lo hanno accompagnato in occasioni memorabili o da dimenticare, ma anche imbattersi in nuove. Spazieremo dalla musica classica al blues, dal jazz allo swing, passando attraverso il repertorio italiano e inglese in  diverse epoche della storia musicale,  incontreremo musicisti già affermati e altri che sapranno stupirvi con la loro capacità interpretativa .

Mi   auguro quindi che  l’ascolto diventi una vostra colonna sonora, un repertorio per ogni stato d’animo, un’occasione per allargare gli  orizzonti musicali, grazie a musicisti che si distinguono per la loro alta professionalità in un momento dove è sempre più difficile proporre attività musicali di qualità.

Come sempre desidero ringraziare per la realizzazione di questi 13 concerti, tutti a Ingresso Libero,   l’Unione Montana del Pinerolese e i Comuni che ne fanno parte per il loro sostegno logistico, organizzativo ed economico.

Un ulteriore ringraziamento lo devo a tutti voi che sarete presenti ai concerti proposti nella Rassegna, augurandovi  piacevoli emozioni.

Giuseppe Maggi
Curatore della Rassegna


La rassegna Suoni d’Autunno, nelle sue ventuno edizioni di altissimo livello, ha coinvolto – unica nel suo genere – tutti i Comuni dell’Unione Montana del Pinerolese, riscuotendo da sempre un ampio successo di pubblico e critica, confermato dai numerosi “tutto esaurito” in ogni concerto.

L’Unione Montana del Pinerolese ha proseguito con convinzione il lavoro svolto storicamente dalla Comunità Montana della Val Pellice nel sostenere questa importante rassegna. L’evento è ormai diventato un appuntamento tradizionale e atteso, capace di offrire una straordinaria occasione di promozione della cultura e dell’arte musicale sul Territorio.

La varietà dei progetti proposti, eseguiti da musicisti di fama nazionale e internazionale, offre una preziosa opportunità di ascolto e di condivisione. Anche quest’anno il pubblico potrà spaziare tra vari generi musicali, passando con naturalezza dalla canzone d’autore al jazz, dalle sonorità delle Big Band al pop, fino alla musica classica e a molto altro ancora.

Un caloroso benvenuto va al gentile pubblico che vorrà seguire questa ricca programmazione con partecipata emozione.

Sono grato in modo particolare ai Sindaci che, attraverso il loro sostegno economico, logistico e la condivisione d’intenti, hanno consentito anche quest’anno la realizzazione di Suoni d’Autunno, una rassegna che sono certo allieterà le nostre serate autunnali. Ringrazio inoltre i Concistori e i Parroci per la sensibilità dimostrata nel concedere l’uso delle Chiese e dei Templi del nostro Territorio.

Il Presidente dell’Unione Montana del Pinerolese

Mauro Vignola